Eurozona: da recessione a rimbalzo ?

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A Wall Street (la principale piazza finanziaria mondiale) è sempre andato in voga il detto: << don’t fight the Fed >>, che tradotto significa: mai sfidare la banca centrale americana.

Nei mesi di maggio-giugno di quest' anno, la Fed aveva fatto intendere ai mercati che sarebbe stata in procinto di ritirare gradualmente gli stimoli monetari iniziati dal 2010, il cosidetto "Tapering", provocando così il tracollo in contemporanea non solo dei mercati obbligazionari, ma di qualsiasi asset finanziario, borse, oro e molte valute, fatta eccezione per la liquidità.

Poi all' improvviso, dopo l’estate, il presidente della Fed - Ben Bernanke - ha fatto intendere invece esattamente il contrario, e così lentamente tutto è ripartito.

Ma come può una sana ripresa economica reggersi sulla base delle dichiarazioni della Fed, seppur rappresenti la più importante banca centrale al mondo ? 

Inutile dire che mai come ora nella storia finanziaria di tutti i tempi, si assiste ad una distorsione così ampia tra economia reale e finanziaria.

Nel frattempo l' Eurozona è alle prese con il tentativo di uscita dalla recessione che la attanaglia da parecchio tempo. Gli ultimi dati macroeconomici propendono per un fine d’anno prudenziale ma quelli per il 2014 sono attesi in via di miglioramento, tra lo scetticismo di molti economisti. Eppure, a ben guardare dai mercati, tra settembre e ottobre, si scorge concretamente qualche segnale positivo che va inteso (a mio avviso) come semplice rimbalzo economico, perché la vera ripresa, cioè quella fatta da crescita del pil reale, crescita dell’occupazione e dei consumi, sarà molto più in là nel tempo.

 

E quale migliore segnale potrebbe giungere se non dall’improvvisa ripresa delle borse dei paesi periferici europei. Così dando uno sguardo proprio al nostro paese, notiamo che in Ottobre, il principale indice azionario Ftse-mib ha fatto registrare per la prima volta dal 2011 una sequenza di massimi e minimi crescenti che probabilmente anticiperanno un anno venturo meno burrascoso e più proficuo dal punto di vista finanziario.

 

Tuttavia, affinchè l'impostazione tecnica rialzista possa restare intatta, sarà necessario attendere la chiusura mensile al di sopra dei 18.000 punti (attualmente siamo a 19.100), e soprattutto la chiusura d’anno non deve scendere sotto l’area dei 17.000-16.700 punti. In caso di conferma e tenuta di questi livelli, lo spazio di risalita sarà in prima battuta l’area dei 21.000 punti e successivamente 24.000.

 

www.studioftm.it

 

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