S&P500 e Indice Fiducia Consumatori: un gioco finanziario?

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Il mese scorso si è tornato a discutere del possibile default dell’ America, puntualmente evitato con un accordo in extremis che ha visto l’innalzamento del tetto del debito pubblico americano con la discussione rimandata al prossimo 7 febbraio 2014.

 

E così, dopo un leggero tentennamento, la borsa americana ha provveduto a segnalare un nuovo massimo storico.  

Tuttavia, per quanto in America il mercato del lavoro risulti molto più flessibile rispetto a molti altri paesi europei e del mondo, credo ad ogni modo che questa ripresa dell’economia passerà alla storia come l’ ennessima bolla finanziaria.

 

Il grafico qui sopra mette infatti in chiara evidenza come la Fed (banca centrale americana) sia riuscita nel suo tentativo di tenere a galla l’economia americana, creando un perfetto circolo vizioso tra crescita della borsa e fiducia dei consumatori. Di fatto, i profitti momentanei e forse contabili ottenuti con estrema facilità in borsa, inducono ottimismo e quindi stimolano maggiori consumi.

 

Ma fino a quando potrà durare questo “gioco finanziario” ?

 

Nel frattempo, sul fronte europeo (uscito molto più disastrato dalla crisi post Lehman Brothres) si intravedono dei piccoli segnali di miglioramento che dovrebbero continuare anche il prossimo anno. Infatti l’indice di fiducia dei consumatori è risalito sopra il livello della prima metà del 2011, pur restando ancora distante da indicazioni positive e stabili.

Allo stesso modo anche i paesi emergenti mostrano segnali di forte recupero, in particolare per la Cina. E tutto questo grazie anche ai continui interventi delle banche centrali che continuano a sostenere soprattutto il mercato delle obbligazioni statali. Insomma che dire, potremmo anche essere prossimi alla fine del tunnel, ma la strada da percorrere credo sia ancora tanta perché il giorno che i governi smetteranno di riacquistare i titoli sul mercato è probabile che la ripresa economica in atto risulti molto più virtuale che reale del previsto.

 

Purtroppo pare che non ci siano altre alternative che prendere tempo e sperare che la disoccupazione venga riassorbita gradualmente. Perché in fondo un’economia sana non potrà mai ripartire seriamente se la gente non ha un lavoro e quindi soldi da destinare ai consumi.

 

www.studioftm.it

 

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